Assegno per il nucleo familiare (anf)

 

L’assegno per il nucleo familiare (o ANF) è una prestazione in denaro erogata dall’INPS, tramite il datore di lavoro, ai lavoratori subordinati, in maniera differenziata in base al numero di componenti ed al reddito del nucleo familiare dei lavoratori stessi.

Questa prestazione viene istituita il 1° gennaio 1988 (art. 2 , D.L. n. 69/88 e L.n. 153/88) in sostituzione dei vecchi assegni familiari, ovvero la prima forma di tutela per la famiglia nata nel 1934.

Destinatari dell’assegno per il nucleo familiare sono tutti i lavoratori dipendenti che prestino, nel territorio nazionale, lavoro alle dipendenze di terzi. L’importo dell’assegno viene anticipato dal datore di lavoro, che si rivale della somma versata conguagliandola con i contributi dovuti all’INPS, e viene erogato in occasione del pagamento della retribuzione.

Per alcune categorie di lavoratori (lavoratori agricoli dipendenti, disoccupati, lavoratori domestici) l’assegno per il nucleo familiare viene erogato direttamente dall’INPS.

L’importo e il diritto stesso a percepire l’ANF vengono determinati da due parametri: la composizione del nucleo familiare e il suo reddito complessivo.

Composizione del nucleo familiare

Per nucleo familiare si intende:

-          Il richiedente;

-          Il coniuge, che non sia legalmente o effettivamente separato;

-          I figli ed equiparati (legittimi, legittimati, adottivi, affiliati, naturali legittimamente riconosciuti o dichiarati, figli dell’altro coniuge, minori regolarmente affidati a norma di legge) di età inferiore ai 18 anni;

-          Fratelli, sorelle o nipoti orfani di entrambi i genitori e di età inferiore ai 18 anni;

-          I figli ed equiparati, fratelli, sorelle o nipoti orfani, senza limiti di età, se, a causa di difetto fisico o mentale, si trovano nell’assoluta e permanente impossibilità a dedicarsi a proficuo lavoro.

Per nessuno dei componenti sussiste il requisito della convivenza, salvo per i cittadini stranieri che non abbiano la residenza nel territorio della repubblica e che siano provenienti da uno Stato che non riservi un trattamento di reciprocità nei confronti dei cittadini italiani, ovvero uno stato con il quale non sia stata stipulata una convenzione internazionale in materia di trattamenti di famiglia.

In caso di separazione legale o divorzio, il coniuge affidatario è l’esclusivo titolare del diritto a percepire l’assegno per il proprio nucleo familiare di cui è componente assieme ai figli affidati.

Per i nuclei familiari numerosi, ovvero quelli in cui ci siano più di tre figli di età inferiore ai 26 anni, i figli ed equiparati di età compresa tra i 18 e 21 anni sono considerati al pari dei minori, ai fini del computo del nucleo familiare.

 

 

Reddito del nucleo familiare

Per il calcolo dell’importo e del diritto stesso a percepire l’assegno per il nucleo familiare, viene preso in considerazione il totale del reddito assoggettabile a IRPER percepito dal nucleo familiare nell’anno solare precedente il 1° luglio di ogni anno ed ha valore per la corresponsione dell’assegno fino al 30 giugno dell’anno successivo. L’assegno non spetta se la somma dei redditi da lavoro dipendente e assimilati è inferiore al 70% del reddito familiare complessivo. Esso comprende:

-          Redditi da lavoro dipendente o assimilati assoggettabili ad IRPEF, compresi quelli a tassazione separata (anche quelli conseguiti all’estero o presso Enti internazionali residenti nel territorio della Repubblica, non soggetti alla normativa tributaria italiana);

-          I redditi da lavoro dipendente esenti da IRPEF se superiori a € 1.032,91 annui fra tutti i componenti del nucleo;

-          Le pensioni sociali e le pensioni ed assegni agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordomuti;

-          Le pensioni a carico delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi;

-          Gli assegni periodici corrisposti all’altro coniuge in conseguenza di separazione legale o di scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Sono esclusi dal computo del reddito i trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sugli stessi, le indennità di accompagnamento e le rendite vitalizie erogate dall’INAIL.

 

Procedura

Il lavoratore deve consegnare al datore di lavoro il modulo di richiesta ANF/DIP, nel quale vengono indicati i dati relativi alla composizione del suo nucleo familiare e ai redditi percepiti dal nucleo stesso. Il datore di lavoro ha l’onere di accertarne il diritto alla percezione, ma non la veridicità dei redditi dichiarati, che spetta, invece, all’INPS. Al modulo ANF/DIP deve essere allegato uno stato di famiglia con validità quinquennale, che deve essere aggiornato ogni volta che si verifica una variazione del nucleo.

Tuttavia, il lavoratore deve richiedere all’INPS l’autorizzazione per includere i seguenti soggetti nel nucleo familiare:

-          Inabili maggiorenni e/o inabili minorenni

-          Figli di divorziati o separati legalmente o figli naturali legalmente riconosciuti dall’altro genitore

-          Figli dell’altro coniuge nati da precedente matrimonio sciolto per divorzio

-          Fratelli, sorelle, nipoti

-          Componenti del nucleo residenti all’estero in stati membri della CEE o convenzionata

-          Mancata dichiarazione del coniuge

-          Familiari di lavoratori turnisti e giornalieri del commercio

 

Il lavoratore deve presentare la richiesta di autorizzazione, redatta su mod. ANF 42, per via telematica dal sito web dell’INPS, tramite patronati o call center, alla sede competente, ovvero la sede dell’INPS in cui hanno la sede anagrafica i componenti per i quali viene richiesta l’autorizzazione.

L’autorizzazione ha una validità quinquennale (annuale per gli extracomunitari) e l’INPS può comunque chiederne un controllo qualora lo ritenga necessario. È obbligo del datore di lavoro ricordare al lavoratore la scadenza dell’autorizzazione, restituirla all’INPS una volta scaduta e interrompere la corresponsione dell’assegno non appena venga a conoscenza delle circostanze che ne facciano cessare il diritto.

In caso di interruzione del rapporto di lavoro, il datore restituisce l’autorizzazione al lavoratore che la consegnerà al nuovo datore di lavoro.

Il pagamento dell’assegno per il nucleo familiare viene anticipato dal datore di lavoro in occasione del pagamento della retribuzione. Può essere erogato in misura mensile, quindicinale, settimanale o giornaliera.

L’assegno per il nucleo familiare spetta per tutti i periodi di lavoro prestato presso l’azienda, con l’esclusione della tredicesima mensilità e delle altre eventuali mensilità aggiuntive. Il lavoratore può richiedere anche gli assegni per un periodo precedente alla domanda di massimo cinque anni, semprechè nei periodi di competenza sussistesse il rapporto di lavoro ed il diritto all’assegno.