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TFR-Liquidazione, Anticipazioni e Acconti


La liquidazione del TFR viene effettuata sulla base di una domanda presentata dal lavoratore al datore di lavoro.

L’erogazione del TFR a saldo spetta al datore di lavoro, anche per la parte maturata dopo l’1/1/2007 di competenza del Fondo tesoreria, che poi la recupera successivamente.

 Il lavoratore, una volta soltanto nel corso del rapporto di lavoro, può chiedere ed ottenere un’anticipazione del TFR maturato, ma solo quando ricorrono le seguenti condizioni e limitatamente alle seguenti misure massime fissate dal Codice Civile:

  •  il lavoratore richiedente deve possedere almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro;
  •  l’anticipazione richiesta non può superare il 70% del TFR che spetterebbe al lavoratore qualora il rapporto cessasse alla data della richiesta;
  • l’anticipazione è necessaria a sostenere spese sanitarie per terapie ed interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;
  • l’anticipazione è necessaria al fine di acquistare la prima casa di abitazione per se o per i figli;
  • l’anticipazione è necessaria al fine di fruire di congedi parentali, di formazione e di formazione continua (art. 7, c. 1, D.Lgs. n. 151/2001).

Anche le anticipazioni del TFR sono sottoposte a tassazione. L’aliquota media viene determinata assumendo l’importo di TFR maturato e le aliquote IRPEF in vigore al 31 dicembre dell’anno precedente a quello della richiesta ovvero in vigore alla data della richiesta.

Per l’imponibile fiscale, al pari dell’erogazione del TFR, si considerano i 2 periodi antecedente e successivo alla data del 31/12/2000:

  • la parte di TFR maturato fino al 31/12/2000 viene ridotta delle deduzioni d’imposta di 309,87 euro per ogni anno di maturazione;
  • la parte maturata dall’1 gennaio 2001 viene determinata escludendo gli importi di rivalutazione, ma non sono applicabili le detrazioni d’imposta di 61,97 euro né quelle introdotte dalla Legge Finanziaria 2008.

 E’ possibile anche la richiesta di acconti che costituiscono “somme erogate a titolo satisfattivo, ancorché parziale, di un  TFR relativo a un rapporto di lavoro dipendente definitivamente cessato” (MEF, circ. n. 2/1986).

Rispetto alle anticipazioni, dunque, gli acconti sono relativi ad un rapporto di lavoro cessato.

Gli acconti sono assoggettati a imposizione fiscale secondo le stesse regole utilizzate per la tassazione del TFR a saldo, per cui l’aliquota da applicarsi viene stabilita secondo le stesse modalità in essere per l’indennità principale, vale a dire sulla base degli scaglioni e aliquote in vigore al momento in cui sorge il diritto alla percezione, e per la determinazione del reddito di riferimento viene considerato l’importo dell’indennità principale all’atto della liquidazione dell’acconto.